
Dal 18 al 22 marzo, in prima nazionale, il Teatro Brancati di Catania ha ospitato l'atto unico “Hospitality Suite” di Roger Rueff, scrittore e drammaturgo statunitense pluripremiato, con la regia e l’interpretazione dell’attore palermitano Francesco Scianna e prodotto da Marche Teatro, Goldenart Production, Teatro Biondo Palermo, La Fabbrica dell’Attore-Teatro Vascello di Roma.
Con la traduzione di Paola Ponti e Paola Ermenegildo, la pièce scritta nel 1992, in quasi 80 minuti, si sofferma sulle problematiche attinenti ai conflitti ed allo stress nel lavoro, alla filosofia dei profitti, tra ipocrisia, tensioni e complicate scelte di vita.
Sulla scena Francesco Scianna è accompagnato da Sergio Romano, Lorenzo Crovo e Fabrizio Romano, scene e luci sono di Angelo Linzalata, costumi di Stefania Cempini e musiche di Paolo Spaccamonti.
La vicenda, ambientata in una stanza d’albergo, durante una convention aziendale, si occupa di tre venditori di una nota compagnia di lubrificanti di Chicago, Larry, Phil e Bob, che mirano a conquistare un potenziale cliente cruciale per le sorti dell'azienda, un certo Big Kahuna. Il confronto ironico, forte, a tratti disperato, fra i tre personaggi rivela allo spettatore, soprattutto alla fine, le loro vulnerabilità, ambizioni e illusioni. Phil e Lerry, cinquantenni, si soffermano a ripensare ai loro fallimenti e alla ricerca di affermazione e di identità mentre il giovane Bob, il pivellino, è animato e sorretto dalle sue certezze morali e religiose.
Ampia e luminosa la scenografia di Angelo Linzalata che ricostruisce la stanza d’albergo dove si svolge l’incontro ed il dialogo dei tre protagonisti, scorrevole la regia dello stesso Francesco Scianna che cerca di analizzare il percorso di vita dei tre venditori interrogandosi su dove potrà portare il bisogno di affermazione e di conquista di un’identità sociale. Lavoro attuale che apre una riflessione sulla società del profitto e sulla progressiva marginalizzazione dell’essere umano in un mondo dominato dalla tecnica.
Applauditi alla fine i protagonisti Francesco Scianna, Sergio Romano, Lorenzo Crovo e Fabrizio Romano abili nel soffermarsi sulla società americana del secolo scorso, ma che fa profondamente riflettere sull’odierna realtà in cui si riduce l’aspetto umano, il valore della persona mentre prende il sopravvento il superfluo e la fredda tecnica dei risultati.
Foto di Giuseppe Distefano




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