
Quando si entra nell'universo del maestro Luigi Pirandello, quando si affronta, si indaga, si studia la sua poetica, le sue opere ed i suoi teoremi sulla realtà, sulla vita, sull'essere e sull'apparire, non si finisce mai di apprendere e di meravigliarsi su quanto ancora il suo pensiero sia vicino a noi.
Il Teatro Stabile di Catania nell'ambito della stagione di prosa 2025/2026, ha prodotto e proposto, dallo scorso 27 al 30 aprile, alla Sala Futura l'intrigante atto unico “Pirandello segreto”, scritto e diretto da Ezio Donato, una sorta di viaggio, una esplorazione del mondo di Pirandello più intimo, crepuscolare e finale.
Lo spettacolo di Donato, che cura anche la regia e l’impianto scenografico, è nato dall’adattamento teatrale di due novelle, “Effetti di un sogno interrotto” e “Una giornata”, considerate dalla critica il testamento spirituale di Pirandello, due testi che mostrano un autore alle soglie della fine, impegnato in un bilancio esistenziale e artistico. In “Effetti di un sogno interrotto, ultima novella scritta prima della morte, una figura femminile emerge da un dipinto seicentesco in una dimensione ambigua e particolare, lasciando il protagonista in bilico tra allucinazione e verità. In “Una giornata”, pubblicata postuma, un uomo senza nome - alter ego dello stesso Pirandello - attraversa uno spazio sospeso, fuori dal tempo, fino a confrontarsi con la propria fine.
Lo spettacolo, con il supporto anche di alcune immagini d’epoca, si inizia raccontando la morte di Pirandello, avvenuta per una polmonite aggravata dal fumo. Poi all’improvviso, alla lettura del testamento olografo dello scrittore con il richiamo alla Musa ispiratrice Marta Abba, ecco il colpo di teatro. Tra il pubblico appare proprio lui, “il fu Pirandello” e qui realtà e finzione si confondono e l’autore si lascia andare a considerazioni, dialoga amichevolmente con coloro che (lo scrittore Corrado Alvaro e la consorte), sulla scena, con tanto di leggio, stanno parlando della sua morte.
Si arriva poi alla messa in scena delle due novelle dove apparenza e realtà, morte e vita, fantasmi ed ombre si intersecano, evocando anche alcune figure familiari (la moglie Antonietta Portulano e la figlia Lietta) e proponendo pagine o frasi tratte da altre note opere dell’Agrigentino (“Sei personaggi in cerca d’autore”, “Il fu Mattia Pascal”, “Uno, nessuno, centomila”).
La pièce si avvale dei costumi di Giovanna Giorgianni, delle musiche di Matteo Musumeci e del gioco luci di Gaetano La Mela ed in circa novanta minuti vede in scena un convincente e profondo Andrea Tidona nei panni di un Pirandello sorpreso, lucido e tornato in vita tra gli spettatori alla lettura del suo testamento (intrigante la trovata della consegna al pubblico, prima dell’inizio del lavoro, di una busta azzurra proprio con il testamento olografo dell’autore agrigentino, da aprire durante lo spettacolo) accompagnato dagli esuberanti Valerio Santi ed Emanuela Trovato (la colta coppia Corrado Alvaro e Laura Babini) e dall’ironico e divertente Giovanni Rizzuti.
Spettacolo sicuramente coinvolgente, sfaccettato, grazie alla poetica ed ai teoremi pirandelliani, nonostante in alcuni tratti appare statico e troppo di parola (anche se di assoluto pregio), ma tutto ciò non confonde o annoia lo spettatore soprattutto quando la pièce scivola nella riflessione tra attori e personaggi con quest’ultimi che si trasformano in proiezioni, in fantasmi. Pubblico, quindi, che segue attentamente lo sviluppo del lavoro, applaudendo convinto, alla fine, attori e proposta. Navigando tra rimembranze, bilanci, realtà e finzione, attori e personaggi, la pièce coinvolge un po’ tutti e fa riflettere, regalando un Pirandello nuovo e che, con il suo ragionare ed il suo tagliente umorismo, appare sempre più vicino alle paure, ai fantasmi della nostra esistenza.
Pirandello segreto
di Ezio Donato
Regia e scena di Ezio Donato
con Andrea Tidona (Luigi Pirandello)
Valerio Santi (Corrado Alvaro)
Emanuela Trovato (Laura Babini)
Giovanni Rizzuti (Un uomo)
Costumi di Giovanna Giorgianni
Musiche di Matteo Musumeci
Luci di Gaetano La Mela
Stagione Teatro Stabile di Catania - Sala Futura - 27-30 aprile 2026
Produzione Teatro Stabile di Catania
Nelle foto in alto Andrea Tidona e sotto i ringraziamenti finali (foto Dino Stornello).












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