
Lo scorso fine settimana, dal 30 aprile al 3 maggio, il palcoscenico del Piccolo Teatro della Città di Catania, ha proposto allo spettatore un insolito e surreale viaggio nell’animo umano con la messa in scena della pièce di Rosario Galli “Trucchi per l’anima”, per la regia di Gianni Scuto. Lo spettacolo dell’autore della nota pièce degli anni Novanta “Uomini sull’orlo di una crisi di nervi”, è un lavoro di non facile comprensione, specialmente all’inizio e che prende in esame una coppia senza nome che si ritrova in uno spazio, in una stanza indefinita, popolata da svariati oggetti e con al centro un divano rosso ed una sedia. L’uomo, avanti negli anni, capelli bianchi, lo troviamo già in sala, seduto in prima fila, lei, seducente anche se leggermente trascurata, entra in scena e subito tra i due parte una schermaglia, con dialoghi surreali e veloci che accennano ad una relazione passata, finita male. Seguono poi litigi, rivendicazioni, separazioni e ritorni. Tra continui battibecchi ed una tipica atmosfera da teatro dell’assurdo, i due si sfiorano, si allontanano e lei accenna a qualche battute a sfondo sessuale che, comunque, serve anche a rendere l’atmosfera meno tesa.
A metà della rappresentazione ecco il colpo di scena: l’equilibrio surreale ed instabile della coppia viene sconvolto dall’entrata di due nuovi personaggi mascherati ed in abito scuro ed il pubblico, che non conosce nemmeno la storia ed i nomi dei due protagonisti sino ad ora in scena, si rende conto che tutto è finzione.
Quello che si è visto finora è otatsatatssolo una seduta terapeutica, un vero e proprio “trucco per l’anima”, un modo - attraverso uno pseudo esperto di rapporti di coppia - per tirarsi fuori da una storia d’amore fallita, da un rapporto complicato. Tutto, quindi, della coppia (delusioni, sesso, sogni, desideri, paure, fughe e ritorni) viene teatralizzato e finisce dentro una seduta di terapia. Un finale quindi a sorpresa che confonde il pubblico che si trova così, anche lui, coinvolto e dentro una terapia di gruppo.
Con una misteriosa e surreale scenografia e la regia ben congegnata di Gianni Scuto, lo spettacolo si avvale di un cast assortito, a cominciare dalla scatenata e confusa coppia formata da Marcella Marino e Domenico Maugeri, proseguendo poi con i due personaggi che svelano l’arcano, ovvero il grottesco Salvo Brocato e Alessia Costa.
Lavoro tragicomico, a tratti sibillino, che, comunque, incuriosisce il pubblico che, alla fine, applaude mostrando di gradire il suo coinvolgimento in una vera e propria seduta di terapia.
Una scena dello spettacolo ed i ringraziamenti finali (Foto Dino Stornello)





















