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'La Cantata per la festa dei bambini morti di mafia'

2026-05-10 18:39

Redazione

Spettacolo, Teatro,

'La Cantata per la festa dei bambini morti di mafia'

Il 23 maggio esce l’audiolibro di Luciano Violante con le voci di Viola Graziosi e Maximilian Nisi,.

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C'è un giardino, da qualche parte, dove giocano bambini che nessuno ha più visto tornare a casa. Hanno nomi siciliani, calabresi, napoletani. Alcuni hanno solo date, solo silenzi. In quel giardino, nel 1994, il magistrato Luciano Violante, ex Presidente della Camera dei Deputati e protagonista della lotta alla mafia, ha fatto fiorire una cantata, ovvero la Cantata per la festa dei bambini morti di mafia (Bollati Boringhieri).

Trentadue anni dopo – grazie alla collaborazione tra LibriVivi e il Teatro della Città di Catania - Centro di Produzione Teatrale – La Cantata per la festa dei bambini morti di mafia riprende voce, con la pubblicazione (che avverrà il 23 maggio nella Giornata della memoria delle vittime di mafia e anniversario della strage di Capaci) della prima versione sonora su Audible Italia.

 

L’attrice Viola Graziosi, già interprete della trilogia delle donne del mito di Luciano Violante e voce tra le più apprezzate del panorama italiano, e l’attore e regista Maximilian Nisi, di formazione strehleriana, nonché direttore artistico del Festival teatrale di Borgio Verezzi, portano nel cunto mediterraneo tutta la tradizione del grande teatro di scena. Attorno a loro, le melodie: quattordici composizioni di Stefano De Meo e, ad aprire e chiudere, due canzoni inedite di Marco Fasano e Michele Signore. Al centro, entra la voce dello stesso Luciano Violante, presenza istituzionale, umana, che riporta il presente nel racconto. L’introduzione all’opera, letta da Luca Biagini, tra le voci più autorevoli del teatro e del cinema italiano, è del poeta Roberto Malini, il cui lavoro è sostenuto dal Consiglio d'Europa e dall’UNICEF.

 

“La Cantata per la festa dei bambini morti di mafia è nata dal vivo, nel 2025, davanti a seicento studenti dell'Istituto Chiarelli di Martina Franca”, racconta Viola Graziosi. “È stata un’esperienza fortissima che ha lasciato la sensazione concreta che la memoria non è qualcosa da celebrare a distanza, ma da attraversare insieme. Ho sentito che questo lavoro poteva avere una seconda vita, diversa e necessaria: non semplicemente una registrazione, ma una vera esperienza d’ascolto. L’idea di portare la Cantata in cuffia nasce dal desiderio di trasformare un atto teatrale in un luogo intimo, in cui la voce, la musica e il silenzio arrivino senza filtri dentro chi ascolta.

In un tempo – continua - dominato da immagini, spesso brutali, che rischiano di renderci assuefatti al dolore, l’audio chiede un gesto opposto: fermarsi, ascoltare, immaginare. Senza schermo, non possiamo delegare lo sguardo a un’immagine già pronta e siamo costretti a creare dentro di noi quelle vite spezzate. E l’ascolto può diventare un’esperienza più responsabile. Per me quei bambini non sono simboli, né numeri della storia criminale del nostro Paese. Sono presenze. Sono il futuro che è stato loro tolto. E oggi, mentre altri bambini continuano a morire nelle guerre, la Cantata smette di essere soltanto commemorazione e diventa una domanda urgente sul nostro presente. La storia si ripete quando la guardiamo da lontano, quando ci abituiamo all’orrore, quando pensiamo che il dolore degli altri non ci riguardi.

 

C’è una frase – conclude Graziosi - che chiude la Cantata e che per me è decisiva: “non basta”. Non basta ricordare, commuoversi, ascoltare una volta e poi tornare identici a prima. Non basta mai, se non cambia qualcosa nel nostro modo di stare al mondo. Ognuno di noi ha la responsabilità di sé: dello sguardo che posa sulle cose, delle parole che sceglie, del silenzio che accetta o rompe. Questo progetto tiene insieme teatro, audiolibro e memoria civile. Nasce da una scena condivisa e arriva alla solitudine della cuffia, ma in entrambi i casi richiede una presenza e una relazione vere. Perché le voci dell’autore, del narratore e dell’ascoltatore diventino una. Ascoltare la Cantata significa lasciarsi raggiungere da quelle voci e domandarsi, ancora una volta, da che parte vogliamo stare”. 

 

C’è un peso sottile nel pronunciare i nomi dei bambini portati via dalle mafie: è il peso di un domani che non è mai arrivato, aggiunge Maximilian Nisi. Quando leggo di loro, non vedo cronaca nera, ma sogni interrotti e sorrisi che oggi avrebbero dovuto essere luce. Dedicare loro un pensiero, un lavoro, non è un semplice esercizio di memoria, ma un atto di giustizia: significa restituire loro quel diritto al futuro che qualcuno ha preteso di spezzare”.

Oggi – continua - siamo sommersi da immagini che scorrono veloci, lasciandoci spesso indifferenti. Per questo abbiamo scelto la strada dell'audiolibro. Senza lo schermo a fare da filtro, le parole entrano dentro. L'ascolto ci obbliga a fermarci, a immaginare, a ricostruire quei volti nella nostra mente. È un invito a rompere il guscio dell'indifferenza. ​Voglio trasformare il silenzio della morte nel suono della nostra coscienza. La parola è l’antidoto alla cecità dell’anima; è il modo che ho scelto per dire che quei bambini, in un giardino ideale fatto di suoni e ricordi, continuano a giocare.

Questa Cantata  - conclude Nisi - non è il lavoro di un singolo, ma il battito di un cuore collettivo. Abbiamo lavorato con un’armonia rara, come un’orchestra dove ogni nota cerca la verità. Insieme a Luciano Violante e a talenti straordinari, abbiamo voluto che ogni parola e ogni melodia fossero un seme di speranza. ​Ma la memoria ha senso solo se diventa azione. Per questo, sostenere questo progetto significa tendere una mano reale: i proventi andranno a Libera di Don Ciotti, con l'orgoglio di avere al nostro fianco il Consiglio d’Europa e l’UNICEF.

Il progetto, attraverso la produzione LibriVivi, prevede anche la diffusione gratuita a scuole, associazioni, istituzioni pubbliche e luoghi della memoria civile. I proventi degli ascolti su Audible.it saranno interamente devoluti a Libera. Associazioni, nomi e numeri contro le mafie.

 

Nella foto Maximilian Nisi e Viola Graziosi

CRONACA

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