
Con l’adattamento teatrale di Angela Demattè è stato portato in scena al “Verga” di Catania, nell'ambito della stagione di prosa 2025/2026 dello “Stabile” etneo, il romanzo di Simona Lo Iacono, vincitore del Premio Vittorini 2024, “Virdimura”, un atto unico intenso, diretto da Cinzia Maccagnano e prodotto dallo Stabile di Catania e dal Biondo di Palermo.
Lo spettacolo, che si avvale di una complessa ed a tratti angosciante scenografia di Andrea Taddei, con le musiche di Etta Scollo, i costumi di Dora Argento ed il gioco luci di Gaetano La Mela, ruota sulla variegata interpretazione, nel ruolo del titolo, di Donatella Finocchiaro. Oltre al cast assortito, si mette in evidenza nello spettacolo l’efficace e visionaria regia di Cinzia Maccagnano che, con le sue intuizioni e trovate, riesce a tenere sempre alta l’attenzione del pubblico per una storia ,arucso ,apucambientata tra le difficoltà e la povertà della Catania del Medio Evo.
In scena la vicenda della prima donna “dutturissa” a Catania, vissuta nel 1300, quando era assolutamente impensabile che una donna potesse diventarlo. La protagonista, grazie anche alle sue capacità ed alla sua sensibilità, acquisisce le competenze mediche ascoltando gli insegnamenti del padre Uria, estroso uomo di cura e riesce quindi ad operare ancor prima di ottenere la licenza ufficiale che consegue il 7 novembre 1376, dopo aver superato la prova di abilitazione alla professione medica. Virdimura venne così proclamata a Catania "dutturissa" da una commissione di esperti della famiglia reale, in relazione agli effetti delle disposizioni di Federico II ed ottenne anche la concessione di poter curare i poveri.
La pièce quindi, racconta la vita, il percorso di Virdimura irto di sorprese, di complicazioni, alle prese con gli insegnamenti del padre, l’amore per Pasquale De Medico, le invidiose e bigotte che la circondano, il carcere, i malati, la perdita del figlio, il carcere, fino alla conquista della tanto desiderata licenza di “dutturissa”.
Una vicenda tutt’altro che semplice da portare in scena, ma l’adattamento teatrale rigoroso di Angela Demattè riesce a mostrare al pubblico, attraverso la vita di Virdimura, eroina generosa e determinata, diversi quadri suggestivi e corali che raffigurano soprattutto le condizioni sociali di un tragico periodo come quello del Medio Evo, inquadrando, disegnando, con delicatezza i vari personaggi.
Nello spettacolo, tralasciando la frammentazione e l’eccessiva lunghezza di alcuni dialoghi, la regia della Maccagnano riesce comunque a costruire una rappresentazione vigorosa ed intrigante dove Donatella Finocchiaro offre una interpretazione umana, coraggiosa, fragile di Virdimura, mentre colpisce per simpatia e bravura la presenza della due matte interpretate, con il solito brio e la loro brillante comicità, da Margerita Mignemi ed Olivia Spigarelli che con estrose buffonaggini ed un linguaggio ricco di speciali scioglilingua, contribuiscono ad alleggerire il tono della vicenda.
Completano poi il cast il poetico Uria di Franco Mirabella, l’affettuoso e innamorato marito di Virdimura Pasquale De Medico di Franz Cantalupo e nei panni delle corifee, e in altri ruoli, Luana Toscano, Giorgia boscarino, Ornella Brunetto, Chiara Barbagallo e Luna Marongiu, quest’ultima davvero intensa nei panni della “diversa” Sciabè.
Lavoro impegnativo, ben diretto da Cinzia Maccagnano che pur attraversando i momenti difficili di una Catania del Medio Evo, racconta le vicissitudini e le capacità di una eroina che rende onore alla città etnea. Ed alla fine il pubblico apprezza la forza dell'operazione e non risparmia gli applausi agli interpreti ed all'intero spettacolo.
Virdimura
Dal romanzo di Simona Lo Iacono (2024)
Adattamento teatrale di Angela Demattè
Regia Cinzia Maccagnano
Musiche di Etta Scollo
Scene di Andrea Taddei
Costumi di Dora Argento
Luci di Gaetano La Mela
Produzione Teatro Stabile Catania e Teatro Biondo Palermo
Stagione ‘25/’26 Stabile Catania - Teatro Verga - 8 -17 maggio 2026
Foto di Antonio Parrinello
Nelle foto di Antonio Parrinello protagonisti e momenti dello spettacolo.






















