
Sale ed ancora sale, gesti scaramantici, fatture anti malocchio, caccia spietata ai gatti neri e tutto quanto può servire a tenere lontana la sfortuna! Gino Astorina coinvolge il pubblico del Garibaldi di Giarre con una lettura moderna e irresistibile del capolavoro di Peppino De Filippo.
La stagione teatrale Kallipolis, diretta da Alfio Zappalà e organizzata da ArchiDrama, conclude la stagione al Cine Teatro Garibaldi di Giarre con uno dei titoli più iconici del repertorio comico napoletano: “Non è vero ma ci credo” di Peppino De Filippo. A incarnare il ruolo del superstizioso Commendatore Savastano è Gino Astorina, che firma una delle sue interpretazioni più mature e divertenti, spalleggiato alla perfezione dal convincente Edoardo Saitta, nel ruolo dell'avvocato, e guidato dalla regia precisa e intelligente di Giampaolo Romania .
Una commedia che parla al presente
Scritta nel 1942, la pièce racconta l’ossessione del Commendatore Savastano per la malasorte, un uomo convinto che ogni inciampo sia frutto di un destino avverso . La regia di Romania restituisce alla storia un ritmo vivace, giocato su tempi comici millimetrici e su una gestualità che richiama la tradizione eduardiana senza mai scadere nell’imitazione.
Astorina costruisce un Savastano umano, fragile, quasi tenero nella sua incapacità di affrontare la realtà senza aggrapparsi a riti e superstizioni.
Il cast: un ingranaggio comico perfetto
Accanto alla collaudata coppia comica, un ensemble affiatato dà vita a un gioco scenico corale: Ramona Polizzi, Verdiana Barbagallo, Salvatore Casella, Gianni Fontanarosa, Bianca Caliri e Maria Chiara Pappalardo.
La loro presenza scenica, sempre puntuale, amplifica l’efficacia comica della pièce e ne sostiene i momenti più surreali .
Le scene di Salvo Manciagli contribuiscono a creare un ambiente che riflette la psiche distorta del protagonista, un mondo dove ogni oggetto sembra carico di presagi e significati nascosti .
Una storia senza tempo
L’arrivo del giovane ragioniere Alberto Sammaria, portatore di una vistosa gobba considerata “portafortuna”, ribalta le sorti dell’azienda e della famiglia Savastano, fino a un epilogo che smonta ogni superstizione e restituisce centralità al sentimento umano .
La commedia diverte, ma allo stesso tempo interroga: perché l’uomo preferisce credere all’invisibile piuttosto che affrontare la realtà? De Filippo, con la sua consueta finezza, mette in scena la fragilità di chi tenta disperatamente di dare un ordine al caos del mondo moderno.
“Non è vero ma ci credo” è uno spettacolo che unisce tradizione e contemporaneità, grazie a una regia elegante ed alla comicità innata di Gino Astorina. Una serata di teatro che diverte, emoziona e ricorda quanto la superstizione sia, in fondo, un modo per raccontare le nostre paure più profonde.





















