
Il Centro Culture Contemporanee Zō di Catania ha ospitato, lo scorso 4 e 5 luglio, il nuovo allestimento della pièce “Il processo alle intenzioni”, scritta e diretta dall’attore, regista e drammaturgo catanese Nicola Costa che, anche stavolta, ha confermato le sue scelte verso un teatro di pura riflessioni, di critica al sistema e che punta a sottolineare il vuoto e le contraddizioni della nostra attuale società, soffermandosi soprattutto sulla linea che separa il mondo della politica da quello del teatro, dell’arte in genere.
Lo spettacolo, prodotto dall’associazione Statale 114 di Silvio Parito vede in scena i tredici partecipanti al Laboratorio permanente di drammatizzazione 2025-2026, progetto artistico affidato al Centro Studi Teatro e Legalità, diretto dallo stesso Costa: Tiziana D’Agosta, Lucia Di Carlo, Giusy Giarratana, Alfio Emanuele Mazzaglia, Marina Mercorillo, Leonardo Nicolosi, Maria Elena Nociforo, Viola Parisi, Salvo Quartarone, Paola Saverino, Nicoletta Schillaci, Carla Torrisi e Sabina Zapperi. L’assistente alla regia è Stefania Nibbi.
Su una scena spoglia, che si riempie con la presenza dei tredici interpreti, Nicola Costa ripropone il testo - scritto nel 2003 - a undici anni dalla precedente rappresentazione, avvenuta nel 2015 al Teatro Piscator di Catania, ispirandosi chiaramente alle dinamiche del “Processo” di Franz Kafka e tramite una drammaturgia intrigante, provocatoria, ricca di riferimenti ed allusioni, induce lo spettatore a riflettere, ad interrogarsi su un tema complesso e attuale quale la “troppa politica in teatro e il troppo teatro nella politica”, regalando anche attimi di poesia, di leggerezza e di umorismo.
Sul palco perno dell’intera vicenda è un poeta, interpretato con linearità e garbo da Leonardo Nicolosi, che decide di entrare nel mondo della politica dopo avere capito quanto le dinamiche di partito incidano sui circuiti culturali. Convinto di poter servire meglio il mondo dell’arte dall’interno delle istituzioni e magari di poterlo cambiare, il protagonista si ritrova all’improvviso coinvolto in una spirale giudiziaria, in una situazione kafkiana. Il suo percorso, la sua attività, suscitano invidia e diffidenza catapultandolo addirittura, suo malgrado e senza nessuna colpa, davanti ad un surreale tribunale, che lo dovrà giudicare addirittura per le sue nobili intenzioni. Tutti i tredici interpreti, alternando mimo, recitazione, poesia e coinvolgendo anche una spettatrice diventata parte della rappresentazione, rendono vivo un processo cinico e spietato, celebrato proprio sul palcoscenico, luogo da sempre deputato alla manifestazione della bellezza, dell’arte, della cultura. Ed alla fine il povero artista, prestato alla politica per migliorare il settore artistico, in mutande, sbeffeggiato da un gruppo dominante e di potere, coeso con atteggiamenti mafiosi e militareschi e in una atmosfera fuori dal normale, finirà sempre più tra le grinfie di una approssimativa e sommaria “giustizia suprema” che emetterà la sua demenziale ed assurda sentenza di colpevolezza.
Alla fine applausi da parte del pubblico per i tredici dinamici interpreti e per l’autore e regista Nicola Costa che, chiamato sul palco, ha ringraziato gli spettatori presenti e i giovani protagonisti ed ha prima voluto ricordare la figura del tecnico delle luci Antonio Licciardello, recentemente scomparso e poi si è soffermato sulla valenza delle proposte artistiche che spesso si scelgono e si seguono nelle varie stagioni teatrali.
“Il processo alle intensioni” conferma ancora una volta il taglio drammaturgico di Nicola Costa che con i suoi lavori analizza i mali della nostra società, induce il pubblico ad interrogare la propria coscienza su vari temi (mafia, femminicidio, emigrazione) soffermandosi stavolta sulla realtà teatrale ed artistica in genere e su un sistema sempre più nelle mani del potere e della politica e che vede al centro proprio l’artista, l’attore, con la sua basilare funzione civile.
Il processo alle intenzioni
di Nicola Costa
Regia di Nicola Costa
Assistente alla regia Stefania Nibbi
Con Tiziana D’Agosta, Lucia Di Carlo, Giusy Giarratana, Alfio Emanuele Mazzaglia, Marina Mercorillo, Leonardo Nicolosi, Maria Elena Nociforo, Viola Parisi, Salvo Quartarone, Paola Saverino, Nicoletta Schillaci, Carla Torrisi e Sabina Zapperi.
Progetto artistico culturale del Centro studi teatro e legalità - Laboratorio di drammatizzazione permanente 2025/2026, ideato e diretto da Nicola Costa
Produzione Associazione culturale Statale 114
Centro Culture Contemporanee Zō di Catania - 4 e 5 luglio 2026
Sopra foto di scena di Dino Stornello, sotto i ringraziamenti finali e l'autore Nicola Costa.
















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