
Dopo i calorosi applausi delle scorse date, lo spettacolo “La Lupa del Verga & il Sax” torna in scena a Catania, oggi 16 luglio, alle ore 21, sul palco del Centro Studi Laboratorio d'Arte. Un appuntamento che rilegge in una chiave del tutto originale uno dei testi più noti di Giovanni Verga, grazie all'adattamento in siciliano di Cinzia Caminiti, mettendolo in dialogo con la musica dal vivo.
Sarà l'attrice Giada Circonciso a dare voce e corpo alla protagonista, mentre Lillo Greco accompagnerà la narrazione con il suo sax, inserendosi nel flusso delle parole. Giada Circonciso è chiamata ad affrontare un ruolo magnetico e complesso, offrendo un'interpretazione intensa che promette di trascinare il pubblico nei tormenti e nelle contraddizioni del personaggio.
La vera particolarità dello spettacolo – che vede la partecipazione in voce di Cinzia Caminiti, Franco Colaiemma, Valentina Muscia, Marco Napoli, Gianni Nicotra, Nicoletta Nicotra, Concetto Venti e Melo Zuccaro – risiede nel costante dialogo tra la recitazione e la musica, che non si limita ad accompagnare la narrazione, ma diventa una vera e propria seconda voce, capace di dettare il ritmo, accendere le tensioni e amplificare ogni singola emozione. Questo progetto rispetta fino in fondo la drammaticità cruda della storia originale, ma sceglie di raccontarla con una sensibilità teatrale moderna, capace di far riscoprire le nostre radici culturali sotto una luce diversa.
Al centro di tutto c'è sempre lei, la "Lupa": una donna travolta da una passione carnale e disperata che sfida i tabù e le rigide regole della Sicilia contadina di fine Ottocento. Attraverso la sua tragica vicenda, Verga ci parla di istinti incontrollabili, di colpa e di isolamento sociale, toccando corde profonde che risuonano ancora oggi con incredibile forza. Un'occasione imperdibile per scoprire come un classico della letteratura possa trasformarsi, nell'incontro con la musica, in un evento vivo, vibrante e capace di emozionare spettatori di ogni età.
Nel corso dello spettacolo, liberamente tratto dal dramma verghiano, quali emozioni prevalgono maggiormente nel dare voce a questo personaggio?
“Le emozioni di una donna. Una femmina indomita, in lotta contro le ostilità di un mondo che le è estraneo, così diverso da lei. Vittima del suo tempo e di se stessa, è una figura misteriosa e sensuale, con un'anima tormentata, quasi sciagurata. Amore e desiderio si intrecciano in un destino che la spinge ad andare avanti, nel bene e nel male, sfidando ogni pregiudizio, anche a costo della propria stessa esistenza”.
"La Lupa del Verga & il Sax" propone un linguaggio teatrale originale. Cosa rende questo spettacolo, sul testo in siciliano di Cinzia Caminiti, diverso da una tradizionale messa in scena del testo verghiano?
“Questo spettacolo nasce dalla commistione tra il linguaggio musicale, moderno e fortemente evocativo del jazz, e la memoria della grande letteratura verghiana dell'Ottocento. È proprio questo dialogo tra tradizione e contemporaneità a renderlo diverso da una messa in scena tradizionale de La Lupa. L'amore per il jazz, la forza di una storia intensa e drammatica e il ruolo del sassofono – strumento solista per eccellenza, potente e penetrante – si fondono in un'esperienza teatrale capace di dare nuova voce alle passioni dei personaggi”.
Interpretare la Lupa significa confrontarsi con uno dei personaggi femminili più intensi e complessi della letteratura italiana. Come si è preparata a entrare nella psicologia di una donna così sfaccettata e controversa?
"Varcando la cosiddetta "quarta parete" del palcoscenico, entro con coraggio in empatia con questa donna, uno dei personaggi più intensi creati da Giovanni Verga. Cerco di comprenderne fino in fondo la psicologia, lasciandomi attraversare dal suo dolore, dalla sua angoscia, dalla sua sofferenza, dalla sua solitudine e dal suo destino tragico. In questo percorso interpretativo riaffiorano anche esperienze profondamente personali: alcune emozioni che porto in scena richiamano quelle che ho conosciuto durante il mio percorso di malattia. È proprio questa autenticità emotiva che mi permette di dare voce alla Lupa senza giudicarla, ma cercando di comprenderla nella sua complessità".
Come nasce il dialogo tra la sua recitazione e la musica dal vivo del sax?
“L'amore per la musica jazz ha reso naturale questo incontro artistico. In scena il sax diventa una seconda voce: accompagna, ascolta e dialoga con la recitazione, dando ancora più intensità alle emozioni della storia”.
C'è una scena che considera particolarmente intensa dal punto di vista emotivo?
“La scena finale... La morte. Un epilogo tragico che continua a interrogare il pubblico: è una liberazione o una dannazione eterna? La risposta appartiene a ciascuno spettatore”.
Com'è stato lavorare sul testo di Cinzia Caminiti?
“Straordinaria la potenza del racconto in lingua siciliana. Il testo di Caminiti, liberamente tratto dalla novella La lupa di Giovanni Verga, è così carnale, potente ed efficace da sembrare perfetto. L'ho sentito subito mio”.
Come si sviluppa il dialogo artistico con il maestro Lillo Greco durante la rappresentazione?
“Io e il maestro Lillo Greco...un matrimonio artistico perfetto. Fin dal primo istante è stato come se la mia voce fosse in attesa del tocco sensuale e armonioso del suo sax. Durante la rappresentazione, la sua musica non accompagna semplicemente la parola: la attraversa, la amplifica, le dà respiro e anima. Il pubblico non avrà pace: sarà trascinato dentro l'universo della Lupa, fino a sentirsi parte della sua storia. Uscirà dalla platea portando con sé l'intensità di questo dramma verghiano, straordinariamente attuale, capace di oltrepassare il tempo e di parlare all'animo umano con la forza di un'emozione senza fine”.
Quanto pensa che questa storia riesca ancora a parlare alle nuove generazioni?
"Spero molto. Attraverso questo spettacolo desidero anche avvicinare i giovani alla letteratura, mostrando quanto i grandi classici sappiano ancora parlare al presente e raccontare le passioni, i conflitti e le fragilità dell'essere umano".
Fortunato Orazio Signorello
In alto Lillo Greco e Giada Circonciso e sotto la locandina dello spettacolo.















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