
Lo scorso 26 luglio la Parrocchia Resurrezione del Signore, a Librino, ha ospitato il debutto dello spettacolo itinerante “Sant’Aituzza Mia”, scritto e diretto da Salvatore Greco e Turi Giordano e prodotto dall’associazione Statale 114 nell’ambito del progetto "Percorsi nelle tradizioni tra il sacro ed il profano", realizzato dalle associazioni Terreforti e Statale 114 in collaborazione con il Centro culturale e teatrale Magma e l’associazione Capolavori. L’iniziativa è promossa dal Comune di Catania nell’ambito del progetto “Palcoscenico Catania. La Bellezza senza confini 2026” e finanziata a valere sul Fondo nazionale per lo spettacolo dal vivo della Direzione Generale Spettacolo del Ministero della Cultura.
La pièce, ricca di mille spunti, di storia, di devozione, grazie ad un gruppo di oltre 40 partecipanti e sotto l’attenta guida dei due autori-registi Salvatore Greco e Turi Giordano, è uno spettacolo corale, vissuto che riesce a creare una certa condivisione e partecipazione col pubblico e verrà replicato, alle ore 19.00, lunedì 3 agosto nella parrocchia San Michele Arcangelo, a San Nullo (Via Sebastiano Catania 201) e sabato 9 agosto, a Catania, a piazza Dante.
La messa in scena, molto sentita e partecipata, attraversa la storia di Sant'Agata, la memoria della città, la forza del mito e la sensibilità del presente. In un copione di 26 pagine c’è una storia antica con un linguaggio vivo, contemporaneo e profondamente umano.
Autori e registi, interpreti e partecipanti all’affollato laboratorio hanno costruito davvero un progetto sociale che restituisce centralità ai quartieri, valorizza il talento di professionisti e semplici cittadini, creando profonde relazioni, mettendo in evidenza la figura di Sant'Agata come simbolo di appartenenza e speranza. L'obiettivo della compagnia è quello di riuscire a portare lo spettacolo anche nel cuore delle celebrazioni agatine del 16 agosto, offrendo alla città un ulteriore momento di condivisione artistica e spirituale.
Questi gli applauditi protagonisti del lavoro: Giuliana Toscano nei panni di Sant’Agata, Gianluca Costanzo, Andrea Gigante, Maria Piana, Gabriella Rodia, Emanuele Trapani e poi i partecipanti al laboratorio Alessandra Grassi, Alessandra Tavella, Alessandro Foti, Alice Leotta, Alice Ventalora, Antoine Dulzetto, Antonella Maricchiolo, Caterina Belladonna, Caterina Tripi, Cristina Giarmanà, Edoardo Vinci, Emanuela Gagliano, Filippo Scorza, Flavio Corona, Gabriele Di Salvatore, Gabriella Buffardeci, Giorgio Circo, Giulia Di Grazia, Giuliana Di Salvatore, Giusy Marraro, Maddalena Emmanuele, Mariagrazia Pellegrino, Mariagrazia Rivera, Mattia Scorza, Paola Aronica, Roberto Tavella, Rosa Carmela Mascali, Sabrina Delfino, Salvatore Sicurella, Salvina Bognanno, Sara Condorelli, Simona De Vivo, Teresa D’Agati. Aiuto Regia Maria Piana, costumi Sara Condorelli e Giusy Marraro.
Una rappresentazione che colpisce per l’impegno ed il coinvolgimento di tanti professionisti, giovani, appassionati e semplici cittadini che danno tutto per omaggiare, per raccontare la loro “Sant’Aituzza”, ascoltando, apprendendo, abbracciandosi in armonia, tra musica, recitazione, canto, danza, storia, preghiera, dando così vita – con tanta spiritualità - ad un vero e proprio progetto di partecipazione popolare.
Soddisfatti i due autori e registi Salvatore Greco e Turi Giordano: “Lo spettacolo - sottolineano Greco e Giordano - è nato come offerta culturale e performativa dedicata al 900° anniversario della traslazione delle reliquie di Sant'Agata da Costantinopoli a Catania (1126-2026), ricorrenza di straordinario valore storico, religioso e identitario per la città. II progetto intende contribuire alla valorizzazione contemporanea della memoria agatina attraverso un linguaggio artistico capace di unire tradizione, partecipazione comunitaria e ricerca scenica. Sia il laboratorio che lo spettacolo, vogliono essere prima di tutto un'opera della comunità, costruita insieme a chi ama Sant'Agata e Catania e crede che l'arte possa diventare uno strumento di incontro, partecipazione e crescita collettiva. Quelli trascorsi sono stati mesi di lavoro che oggi raccontano una cosa molto semplice: persone diverse che hanno scelto di dare vita a uno spettacolo che si rivela un'autentica esperienza di aggregazione culturale".
Sopra un momento della messa in scena e sotto il gruppo di “Sant'Aituzza Mia” e la locandina.















.jpeg)

.jpeg)



