
Tra gli sviluppi più recenti del percorso artistico della pittrice catanese Angela Vasta si distingue una fase caratterizzata da una spiccata propensione alla sperimentazione. La ricerca dell'artista affonda le proprie radici nell'astrazione, con richiami alle esperienze del Movimento per l'Arte Concreta, pur scegliendo di oltrepassarne gli aspetti più rigorosi per esplorare una dimensione più personale, evocativa e aperta all'immaginazione. Accanto all'indagine astratta emerge anche un interesse verso suggestioni surrealiste reinterpretate in chiave contemporanea. Figure appena percepibili, forme allusive e presenze sospese si intrecciano con campiture cromatiche e segni essenziali, dando vita a immagini che richiamano il mondo del sogno, della memoria e dell'inconscio più che quello della rappresentazione fedele della realtà. Ogni lavoro nasce dall'incontro tra disciplina tecnica e intuizione creativa, tra equilibrio compositivo e spontaneità del gesto. Da questo dialogo tra elementi apparentemente contrapposti prendono forma opere in cui ordine e imprevedibilità convivono, capaci di offrire interpretazioni differenti, lasciando all'osservatore la libertà di costruire un proprio percorso di lettura e di instaurare un rapporto diretto con il linguaggio visivo dell'artista.
La produzione recente di Angela Vasta è stata presentata recentemente nella mostra personale Il pensiero alternativo, allestita presso la Galleria d'Arte L'Isola di Portopalo di Capo Passero (Siracusa). L'esposizione ha proposto 13 acrilici e 5 oli su tela di medio e grande formato, oltre a 5 opere in tecnica mista su carta di medio formato; in queste ultime, l'artista ha ampliato il proprio linguaggio espressivo mediante l'impiego di materiali non convenzionali, quali pigmenti metallizzati e inchiostri a base alcolica, nonché grazie a particolari procedimenti tecnici e all’elaborazione di effetti cromatici ottenuti anche con il vino. L'abbiamo intervistata.
Qual è il tratto distintivo della sua pittura e cosa l’ha spinta a passare dalla pittura figurativa a quella astratta?
“All'inizio, la mia pittura era di impronta realistica e figurativa; prediligevo la figura umana e la tecnica a olio con il pennello. Successivamente, il rifiuto della pittura accademica classica ha portato gradualmente a una trasformazione del mio stile, che oggi si può considerare astratto. Gli elementi - forma, colore e linea - creano composizioni ed esprimono concetti o stati d'animo senza ricorrere necessariamente a rappresentazioni figurative, affidando allo spettatore un'interpretazione soggettiva”
La sua produzione più recente sembra orientarsi verso un ampliamento del linguaggio pittorico, attraverso il confronto con un lessico visivo che richiama il Movimento per l’Arte Concreta e alcune suggestioni surrealiste reinterpretate in chiave contemporanea. La libertà del gesto, la forza evocativa del colore e la sperimentazione sembrano assumere un ruolo centrale nella sua ricerca. Come definirebbe oggi il suo stile e quali sono i principali riferimenti artistici che continuano ad alimentare il suo percorso creativo?
"Ha descritto con precisione la mia produzione più recente. Definirei il mio stile artistico come "concreto", ispirato al Movimento per l'Arte Concreta (MAC). È un linguaggio che privilegia l'uso dei colori acrilici e della spatola e che, talvolta, trae origine da ricordi e suggestioni geometriche legati al mio passato di insegnante. In altri casi, dà forma a emozioni e idee attraverso un linguaggio visivo libero e allusivo, costruito con colori e forme. Per questo riconosco la mia ricerca espressiva in un tipo di astrattismo libero da ogni imitazione e da qualsiasi riferimento al mondo esterno, che tuttavia interpreto - introducendo volutamente, seppure non frequentemente, figure indefinite - secondo una sensibilità contemporanea e un personale percorso creativo".
Quali colori predilige nei suoi dipinti e quale significato assumono all’interno della sua ricerca artistica?
“Premesso che rimango affascinata da tutti i colori e dalle loro varie gradazioni, prediligo i colori caldi: dal rosso, che dà energia, forza e vigore, al giallo, che mi trasmette ottimismo, passando per l'arancione, che stimola la mia creatività. Non tralascio, però, i colori freddi, come il blu, il verde e il viola, che hanno un effetto rilassante, favorendo la tranquillità”.
Quale ritiene sia l'elemento fondamentale per la riuscita di ogni opera che realizza?
"Mi piace utilizzare il "terzo occhio" dell'artista, che guarda il mondo con maggiore sensibilità, riuscendo così a interpretare e trasformare la realtà in continuo cambiamento, paragonando l'occhio dell'artista a quello dello scienziato. Il successo delle mie opere d'arte lo devo a questo studio, ma anche alla creatività, che ha bisogno solo di ispirazione".
Può descrivere il fervore ideativo che guida la sua ricerca?
“Il fervore è come un motore inarrestabile che mi spinge a proseguire in una ricerca che non ha limiti né frontiere, perché l'arte unisce i popoli con il filo invisibile dell'amore e accorcia le distanze, azzerando il tempo”.
Fortunato Orazio Signorello
L'artista catanese Angela Vasta ed una sua opera.














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