
Una drammaturgia originale site-specific tra arte, ossessione e grande musica. Un viaggio teatrale alla ricerca di Donato Del Piano e dell’organo a canne più grande del mondo.
Il 22, 24 e 25 settembre nella Chiesa di San Nicolò l’Arena, in Piazza Dante a Catania, va in scena Il respiro di Dio, opera site-specific con drammaturgia e regia di Antonello Capodici, che la interpreta insieme con Cosimo Coltraro ed Emanuele Puglia.
Lo spettacolo, prodotto da Artelè e inserito nel cartellone Palcoscenico Catania, è un viaggio narrativo e sensoriale dedicato alla figura dell'organaro Donato Del Piano e al monumentale organo a canne custodito all'interno della stessa Chiesa. Un’opera pensata appositamente per valorizzare il patrimonio storico, artistico e musicale del monumento, intrecciando rigore storico, memoria cittadina e suggestioni teatrali.
A metà del Settecento, l’abate del Monastero dei Benedettini, Anselmo Valdibella, commissionò la costruzione di un maestoso organo a canne sopra il Coro della chiesa. L'opera fu affidata ai fratelli napoletani Del Piano, e in particolare a Donato, che diede vita a quello che all'epoca fu considerato l'organo più grande del mondo. Uno strumento dal suono vasto, potente e variegato, capace di suscitare nei suoi ascoltatori — da Goethe a D’Annunzio — un'emozione pura e travolgente, paragonabile a una vera e propria "Sindrome di Stendhal".
La drammaturgia originale di Antonello Capodici si sviluppa attorno a tre figure chiave della storia siciliana e catanese: l'abate Valdibella, Tobia Bellini (Maestro di Cappella della chiesa e nonno del celebre Vincenzo) e lo scrittore Federico De Roberto, bibliotecario del cenobio. Uomini separati dal tempo e dallo spazio, ma accumunati - proprio come l’organaro Donato Del Piano – da una insaziabile fame di perfezione, gloria e successo.
“Ognuno dei tre – dice il regista – è convinto di averne colto l’essenza reale ed esserne, perciò, capace di raccontarlo appieno. Una smania perniciosa, un’inquietudine persino diabolica. Un soffio che crea e che distrugge. Come quello insufflato nelle divine Sefiroth dal Creatore dell’Albero, all’inizio dei Tempi. Che sia questo soffio insopportabile, dunque, ad animare le duemilatrecento e passa canne, di ogni forma e misura, rendendole infine così inumane nel suono e nella musica ?
E’ possibile che, per trasformare l’organo di Del Piano ne il Respiro di Dio, non si abbia altra scelta che soffiarvi dentro l’alito del Diavolo?”.
Info Il respiro di Dio
Chiesa di San Nicolò l’Arena a Catania
Martedì 22 settembre, ore 18, 19, 20
Giovedì 23 settembre, ore 18, 19, 20
Venerdì 25 settembre, ore 19, 20
Info: 095530153















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