
Alfio Guzzetta, regista, attore ed anima dell’associazione culturale “Terre forti”, ha proposto lo scorso sabato 19 settembre nella Chiesa di San Michele Arcangelo, in via Ota 7, nel quartiere San Nullo di Catania, la farsa in un atto di Monsignor Francesco Pennisi, “Puddu Faccitagghiata”. Il lavoro, che rientra nel progetto "Percorsi nelle tradizioni tra il sacro ed il profano", dopo il debutto dello scorso 13 agosto, verrà replicato il 3 ottobre al campo San Teodoro Liberato - I Briganti di Librino e l'11 ottobre nella Parrocchia Resurrezione del Signore di Librino.
In un impianto scenografico semplice, con pochi oggetti, si muovono i protagonisti e soprattutto emerge la figura del titolo, “Puddu”, personaggio singolare, una vera e propria macchietta che suscita l’ilarità degli spettatori per la sua supposta “malandrineria” e per l’abilità, supportato e sopportato dalla sua domestica, nel vantarsi del suo coraggio e della capacità di risolvere, incutendo timore agli avversari, i contrasti con i prepotenti del paese e garantendo, solo a parole, la soluzione dei problemi facendosi forte delle sue millanterie.
Alla fine, però, verrà fuori il suo vero volto, quello di un pavido, di un ciarlatano che si fa forte con i deboli e che soccombe con i più forti.
Risate ed applausi nel finale a sorpresa, dove il temuto “Puddu Faccitaghiata”, incalzato dai popolani, dal concreto Ianu Spadazza e dal padrone di casa che chiede le mensilità arretrate, diventa, con tanto di colorata e caratteristica maschera, un pagliaccio e preferisce finire in galera piuttosto che affrontare i propri avversari e le proprie responsabilità. La farsa, ambientata negli anni Cinquanta del secolo scorso, diretta in modo lineare da Alfio Guzzetta, oltre a sbeffeggiare certi personaggi, ancor oggi presenti nella nostra società, magari sotto altre vesti, che millantando chissà quali capacità e poteri, promettono mari e monti senza mai risolvere concretamente i problemi e mostrando così tutta la loro inutilità e ciarlataneria.
Sulla scena, nei vari ruoli, regalano circa 60 minuti di allegria e si meritano gli applausi del pubblico Antonietta Attardo, Andrea Caruso, Concetto Cefalà, Letizia Tatiana Di Mauro, Gaetano Gullo, Nino Patanè, Mario Scirè e Saro Stella. Apprezzabile l'impegno dell'intero cast e gradevoli i colorati oggetti scenici opera di Alfio Guzzetta (la maschera, il costume di Puddu, la bomba e la gallina) per una serata spensierata ma che, però, ammonisce e mette in guardia lo spettatore dalle false promesse e dai ciarlatani, di ieri e di oggi
Ricordiamo che “Puddu Faccitagghiata” è il secondo lavoro di Monsignor Francesco Pennisi messo in scena dal regista Alfio Guzzetta che qualche anno fa ha proposto la commedia “U Volontariu”.
“Puddu Faccitagghiata” come detto, fa parte del progetto "Percorsi nelle tradizioni tra il sacro ed il profano", curato dalle associazioni Terre forti e Statale 114 in collaborazione con il Centro culturale e teatrale Magma e l'associazione Capolavori, iniziativa promossa dal Comune di Catania nell’ambito del progetto “Palcoscenico Catania. La Bellezza senza confini 2026” e finanziata a valere sul Fondo nazionale per lo spettacolo dal vivo della Direzione Generale Spettacolo del Ministero della Cultura.
Il progetto "Percorsi nelle tradizioni tra il sacro ed il profano” intende valorizzare il patrimonio culturale immateriale della città di Catania con una proposta artistica multidisciplinare capace di mettere in dialogo tradizione popolare, linguaggi contemporanei e partecipazione collettiva.
Nelle foto: una scena dello spettacolo ed i protagonisti della farsa (Ph. Simone Nicotra).















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