La Sala Futura di Catania, per lo "Stabile" etneo, ospiterà dal 17 ottobre, ore 20.45, al 20, "Clinica, ovvero i primi nove venerdì del mese" di Valeria La Bua, spettacolo vincitore del bando drammaturgia 2023, mise en espace di Marta Cirello, produzione Teatro Stabile di Catania, con Maddalena Serratore e Valerio Santi, disegno luci Gaetano La Mela. [caption id="attachment_179882" align="alignleft" width="423"]

Valeria La Bua [/caption] “Scrissi “Clinica” – spiega l’autrice Valeria La Bua - in un momento di profondissima crisi, umana e artistica. Quante domande che si agitavano in me, in quel momento così difficile. Avevo davvero qualcosa da dire? C’era in me ancora la necessità di fare teatro? Ma, soprattutto, ne avevo ancora la forza? Il mio corpo, il luogo del sacro in cui il teatro avveniva e avviene, reggeva ancora? Mi sono confrontata con la disperazione di un corpo malato e, in un certo senso, ho risolto la mia crisi interiore. Ho costruito un personaggio, Sara, una ballerina, capace di abitare la sua crisi come un tabernacolo. In lei, però, la vocazione (come diceva Nina nel Gabbiano) è più forte del dolore e del pianto, più forte della morte stessa. Ne venne fuori un linguaggio frammentato, di prosa e di poesia, che esitava a dirsi. Ne rimasi sorpresa: volevo scrivere un monologo, ma in fin dei conti non lo era; il testo mi era sfuggito di mano, prendendo una direzione tutta sua. “A me mancano le parole/ io non sono non sono parlante” – dice la protagonista. Ed esita a ricomporre il suo dramma, che si snocciola in stazioni (i venerdì) come una lunga via crucis; ma che alla fine verrà spiegato davanti al pubblico come una meravigliosa tela dipinta. L’incomunicabilità è uno dei temi principali di questo testo. Un testo affollato di personaggi o, meglio, di rozzi passanti; molti dei quali non hanno neanche un nome”.

.jpeg)














.jpeg)




